Teatro Sociale di Cittadella - Un po' di storia

 

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Il teatro nel 1887


 
 

Per meglio comprendere il nostro Teatro Sociale è necessario ripercorrerne la storia: già molti anni fa la mai dimenticata Gisla Franceschetto ne diede un ineguagliato racconto in un suo libro.* Dalla costante (e auspicata, per le nuove generazioni) frequentazione dell’archivio comunale è tuttavia sempre possibile reperire documenti che consentono di ampliare le nostre conoscenze. Ecco ad esempio la polizza di assicurazione decennale contro gli incendi, stipulata il 12 settembre 1877 da Giuseppe Tombolan Fava, presidente di quella Società Teatrale di Cittadella che 60 anni prima aveva appunto deciso di finanziare e costruire il teatro (inaugurato poi alla Fiera d’ottobre del 1828). Se ne ricavano cifre e clausole, anche curiose e, in fondo, la descrizione dell’edificio: Stabile ad uso di Teatro, costrutto di muro, coperto a tegole, più avanti dettagliatamente descritto posto in Cittadella interno, Quartiere Vicentino Padovano, in Mappa stabile al n. 84 per pertiche 0.43 colla rendita di L. 32, e con quella imponibile di L. 255, fra i confini: a levante cortili ed adiacenze delle case Tombolato, Benozzati e Tommasi, a mezzodì cortile ed adiacenze Tommasi, a ponente cortile ed adiacenze delle case Comin, Fanolli, a tramontana Strada Regia della Contrada Vicentina.

 

Avvertesi che una piccola parte del palcoscenico sovrasta l’adiacenza di una stanza ad uso di polleria, di una stalla da suini e di cavalli della casa Tommasi che serve ad uso di locanda e stallajo, per modo che questa piccola porzione di sotto scena forma adiacenza e pertinenza della casa Tommasi.

 

Detto Teatro è costituito da Atrio con una finestra protetta da inferriata e scuro, una porta e tre portoni respicienti la Contrada suddetta, piccolo fornello stabile ad uso di caffetteria. Al detto Atrio e per tutta la sua estensione vi sta sopraposta una sala a terrazzo macchiato in pietra, con cinque fenestre protette dai relativi serramenti. Detta sala è divisa in due stanze con tramezzi, soffitti in tela, legname e carta.

 

La stufa ivi esistente viene demolita non esendo usata. Platea pavimentata di tavola, palcoscenico sostenuto da pilastrelli in cotto, da pali e da travi e crociere traversali. Quattro camerini costrutti di tavola.

 

Altri camerini sotto scena, ai quali si ha accesso per scala di legno. Sei meccanismi sopra il palcoscenico pel servizio delle scene, ed altro meccanismo sopra il plafone pel servizio del lampadario.

 

Loggia e palchi di tavola n. 50 in tre ordini, ai quali si accede per scala di pietra con pianerottoli e corridoi a terrazzo in minuta pietra macchiata. Il plafone ed il parapetto sono in tela dipinta dal Bagnara con fregi in legno dorati. Scala a tavola di legno che mette sopra il palcoscenico mediante ringhiera di legno, sostenuta da modiglioni pure in legno infissi nel muro. Fra il tetto ed il palcoscenico havvi una spessa griglia di legname in parte coperta di tavole.

 

Lo stabile come descritto viene assicurato per L. 36.000.

 

Mobili

Numero otto scene in tela con relative quinte e tendone pure in tela L. 1.800.

Numero otto scene in carta L. 100.

Nella platea file 4 scanni con piazze n. 60; grande lampadario a petrolio; altro per l’Atrio; due pel palcoscenico con n. 38 macchine; lettorili per Orchestra capaci per 36 suonatori; legname da opera;

corde e mobilie nei camerini per complessive L. 2.100.

 

Avvertenze

Resta convenuto fra le parti che la Società Teatrale sarà libera di dare in qualunque tempo e circostanze rappresentazioni e trattenimenti in Teatro, veglioni e feste da ballo all’occorrenza, come dichiara che il Teatro abbia anche a servire nei locali appositi per tutti gli esercizi musicali di questa Società Filarmonica, assumendo ed obbligandosi di tenere e mantenere costantemente per tutto il corso delle rappresentazioni e per tutta la durata degli spettacoli due grandi mastelli d’acqua, l’uno in palcoscenico, l’altro sopra lo stesso. […] Come pure resta convenuto:

 

1. Che non sarà tenuto verun deposito di petrolio;

2. Che i recipienti del petrolio avranno la distanza di centimetri cinque dalla fiamma;

3. Che i lumi saranno puliti e sistemati di giorno;

4. Che sarà mantenuta sul palcoscenico una quantità sufficiente di sabbia per i casi che il petrolio potesse esser causa di danno.**

 

 

* Il Teatro Sociale di Cittadella, Cittadella, Romano Bertoncello Brotto Editore, 1975.

 

** ASCC (Archivio Storico del Comune di Cittadella), Teatro Sociale, b. 18: 12 settembre 1877. Il documento era già stato da me edito in un libretto di sala degli anni scorsi, ma credo sia utile riproporlo, soprattutto per i benvenuti nuovi frequentatori del Teatro.

 

 

 

Teatro Sociale

Via Indipendenza

35013 Cittadella (PD)

Tel.049.5970627 (Pro Cittadella)

 

 

E' un piccolo gioiello di architettura ottocentesca, costruito tra il 1817 e il 1828 su disegno di Giacomo Bauto e sotto la direzione tecnica di Francesco Cibele. La facciata esterna, invece, rimasta incompiuta, è attribuita a Giuseppe Jappelli, l'architetto che progettò il Caffè Pedrocchi a Padova, mentre l'interno, graziosamente decorato con disegni floreali a tinte tenui e putti, è certamente opera di Francesco Bagnara decoratore, tra l'altro, del Teatro La Fenice di Venezia.
Il Teatro Sociale è disposto a tre ordini di logge che girano tutt'attorno al palcoscenico come un simbolico abbraccio che rende l'ambiente caldo e accogliente.
Le prime rappresentazioni si tennero nel 1831 e gli spettacoli proseguirono poi a pieno regime con più fitti programmi in occasione del Carnevale e della Fiera d'Ottobre. Ne sono testimonianza le locandine incorniciate ed esposte nel fumoir del Ridotto. La gestione della struttura fu inizialmente affidata alla Società del Teatro, sorta su iniziativa della Società Filarmonica che radunava, all'epoca, rappresentanti dell'élite cittadellese. Intorno al 1930, però, a seguito anche di vicissitudini economico-finanziarie poco felici, il teatro venne donato al Comune di Cittadella, attuale proprietario.

 

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