I più anziani tra noi
ricordano ancora con nostalgia un evento che si ripeteva
inesorabile ogni anno
a carnevale: il mitico Veglione Mascherato, un appuntamento
irrinunciabile per i cittadellesi.
Per tutto il corso
dell’ottocento si svolgeva in Teatro Sociale e poi negli
anni di chiusura, al Cinema Roma, nel salone di Villa Rina o
in altri locali di Cittadella.
Le carte del teatro ci
dicono che negli anni migliori, fino a quasi quattrocento
persone si stipavano in platea o assistevano dai palchetti
per divertirsi la notte precedente l’ultimo giorno di
carnevale.
L’evento veniva
organizzato dalla direzione del teatro, a volte dalla
filarmonica cittadina. Venivano affissi manifesti in tutti i
paesi vicini fino a Castelfranco e Bassano.
I proventi, per la
verità modesti, erano destinati alle casse del teatro stesso
o devoluti alla Congregazione di Carità che provvedeva ad
usarli per i poveri della città. La musica per il ballo era
garantita dalla banda cittadina e l’ordine pubblico dai
carabinieri. I pompieri tutelavano la sicurezza nel locale.
Le spese per la
realizzazione del veglione in teatro somigliano molto a
quelle relative ad una manifestazione dei giorni nostri: tra
le uscite c’erano i compensi al cassiere, al portiere, agli
addetti alle scenografie, il vino somministrato agli
inservienti e naturalmente le spese di illuminazione.
Giancarlo Argolini