E’ un piccolo gioiello di architettura ottocentesca, costruito tra il 1817 e il 1828 su disegno di Giacomo Bauto e sotto la direzione tecnica di Francesco Cibele. La facciata esterna, invece, rimasta incompiuta, è attribuita a Giuseppe Jappelli, l’architetto che progettò il Caffè Pedrocchi a Padova, mentre l’interno, graziosamente decorato con disegni floreali a tinte tenui e putti, è certamente opera di Francesco Bagnara decoratore, tra l’altro, del Teatro La Fenice di Venezia.
Il Teatro Sociale è disposto a tre ordini di logge che girano tutt’attorno al palcoscenico come un simbolico abbraccio che rende l’ambiente caldo e accogliente.
Le prime rappresentazioni si tennero nel 1831 e gli spettacoli proseguirono poi a pieno regime con più fitti programmi in occasione del Carnevale e della Fiera d’Ottobre. Ne sono testimonianza le locandine incorniciate ed esposte nel fumoir del Ridotto. La gestione della struttura fu inizialmente affidata alla Società del Teatro, sorta su iniziativa della Società Filarmonica che radunava, all’epoca, rappresentanti dell’élite cittadellese. Intorno al 1930, però, a seguito anche di vicissitudini economico-finanziarie poco felici, il teatro venne donato al Comune di Cittadella, attuale proprietario.