Così si
chiama la poderosa costruzione addossata
all'interno della Porta Padovana. Fu
costruita nel 1251 per ordine di Ezzelino da
Romano il quale ne fece orrida prigione per
i suoi nemici. I cronisti del tempo
descrissero a tinte fosche i fatti che la
resero celebre. Si racconta che i
prigionieri venissero inviati al castello
con i piedi legati sotto il ventre dei
cavalli e, quivi giunti, calati nel
sotterraneo della torre e lasciati morire di
fame, tra crudeli tormenti. Nel 1256, quando
Ezzelino fu cacciato da Padova, i
cittadellesi aprirono le porte a Tiso di
Camposampiero che liberò alcune centinaia di
prigionieri, fra i quali anche donne,
ridotti in miserabile stato; i partigiani di
Ezzelino, invece, sospinti in un cortile,
furono massacrati. Sul muro della Torre sono
state apposte due lapidi che portano inciso
un brano della "Cronica" di Rolandino, e i
versi di Dante il quale avalla, con la sua
autorità di poeta, il tragico racconto. La
Torre di Malta è stata oggetto di
appassionate ricerche storiche da parte di
studiosi cittadellesi e da esse risulta
evidente che è proprio la Malta cittadellese
ad essere nominata dal divino Poeta. Da
qualche anno l'ampia sala conferenze
ricavata al piano terra è sede di convegni e
tavole rotonde, mentre i piani superiori
sono riservati al Museo Archeologico, aperto
al pubblico nei giorni di sabato e domenica
con il seguente orario:
1 aprile - 31 ottobre
sabato 15.00-19.00
domenica 9.00-12.30 / 15.00-19.00
1 novembre - 31 marzo
sabato 14.00-16.30
domenica 9.00-12.00/14.00-17.00
Per visita in
altre giornate o informazioni sono attivi i
seguenti numeri telefonici:
049-9404485 ufficio IAT
049-9413473 ufficio cultura